Finito.Ho consegnato il libro che ho immaginato come il racconto, il più possibile vicino alla sincerità, di un cammino che mi aiutato a sciogliere quei fili che tirano da tutte le parti. Grovigli che fanno di noi marionette manovrate a nostra insaputa da esperienze passate. Di cui non ricordiamo più nemmeno l’origine.La mia professione esige di mostrare di volta in volta una verità parziale. Un corpo, un volto, uno sguardo, qualche breve accenno ai propri sentimenti. Tutto rapido, fugace e poi si passa ad altro.Non ho voluto dare luce a me stessa .Ho cercato di fare luce dentro me stessa.Ho voluto scrivere del diventare “persona”.Dell’amore richiesto e non ricevuto, di quello sprecato e di quello che arriva in dono, come un regalo.E provare a spiegare a due ragazze, un tempo bambine, il perché della mie assenze.E di quanto sia difficile onorare il proprio talento.
[continua...]
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