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Le mie letture » Il male assoluto - P. Citati

Nel "Male Assoluto" Citati analizza, tra gli altri, Madame Bovary. E' stato stupefacente, per tutti noi, che abbiamo lavorato sul percorso emotivo di Emma e non sulla struttura del romanzo, che abbiamo dimenticato la geografia e l'epoca per raccontare l'anima che ha motivato i suoi movimenti, trovare la conferma alle nostre intuizioni. Ed è straordinaria la sensibilità con la quale Citati comprende, dal di dentro, tutta la devastazione, la visionarietà, la ricerca d'assoluto di Emma.

"…L'artista moderno, che vive nel falso, tra le parole che deformano il desiderio, deve attraversare il falso, per far risuonare la nota vera che vi si nasconde: la fiamma mobile e atroce dei sentimenti, la sempre rinnovata forza di sogno, 'l'infinito di passioni' concentrato in ogni minuto dell'esistenza, come negli sguardi di Emma sta concentrato l'oceano delle passioni, che sconvolsero tutti gli sguardi del mondo. Perché là dietro - lontana, sepolta, quasi inavvertibile - si annida ancora la musica del cuore: 'l'intermittente lamentazione di questo povero cuore, dolce e indistinta, come l'ultima eco di una sinfonia che si allontana': di quel cuore simile a 'un'immensa tastiera', che di 'ottava in ottava e di accordo in accordo' deve percorrere. …dietro la voce del narratore si sente, soffocata, la voce di Emma, e questi ronzii diversi si fondono in un ronzio solo: un lamento patetico costruito a piccoli tocchi: il profondo 'mormorio dell'anima', che parla sotto le parole umane…il lento brusio che esce dalle nostre pupille e dai nostri sogni. Questa musica fatale, sovrapposta ai fatti narrati, imprigiona il personaggio e noi che leggiamo. Così, frase dopo frase, capitolo dopo capitolo, con un ritmo che ci ossessiona, si forma una strettissima unione tra la voce narrante e il personaggio; e non sappiamo mai quale parte, in questa unione, si debba all'uno e quale parte all'altra…."