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Televisione» I lavori » In fuga con Marlene

L'attrice parla del suo ruolo: «Donna violenta in un'avventura disperata»

Guerritore: in tv seduco un ragazzino

La fiction «Fuga con Marlene»: tema scabroso in prima serata su Raiuno

ROMA - Una donna evasa dal carcere. Accusata di omicidio, con la pistola in pugno e in fuga verso il baratro, incontra un ragazzino di 16 anni.
Lui ne resta sedotto e decide di seguirla. È la storia di una passione impossibile, di un'iniziazione alla vita e al sesso. Una storia d'amore e morte. «Fuga con Marlene» è il nuovo tv-movie con Monica Guerritore, prodotto da Rai Fiction con la regia di Alfredo Peyretti: temi duri, scabrosi, che conquistano la prima serata di Raiuno, in onda il 14 novembre.

Osserva l'attrice: «La Rai ha avuto coraggio a programmare questa fiction sulla rete ammiraglia, nell'orario di maggiore ascolto. È pur vero che sono temi trattati con grazia, senza volgarità gratuite e nel rispetto del pubblico, ma è anche vero che si tratta di un film a rischio censura ». E qui, la Guerritore, che recita in teatro, sul piccolo e sul grande schermo, apre una parentesi sulla recente polemica, tra fiction e cinema, sollevata da Luca Barbareschi e dal direttore di Rai Fiction Agostino Saccà: «La fiction non solo è una grande palestra, ma dà più libertà nell'affrontare argomenti delicati. Inoltre, godendo di un vasto pubblico, riscopre l'anima popolare che anche il cinema dovrebbe avere e che ha un po' perso: se la fiction non può fare a meno dello spettatore, un certo cinema spesso ne fa a meno». Marlene è una donna che non ha più nulla da perdere: «Una borderline, molto virile: porta sempre pantaloni e stivali, tiene la pistola nella cintola, pronta a usarla con determinazione. Ma proprio per questo ha un forte ascendente sul ragazzino (interpretato da Alessandro Sperduti, ndr), che appartiene a una buona famiglia borghese e che rimane affascinato. Marlene vorrebbe sottrarsi e all'inizio respinge con forza l'attenzione morbosa dell'adolescente, ma poi nasce un sentimento più forte di ogni ragione».

Evasa dal carcere per omicidio, viene anche accusata di aver rapito il ragazzino: «Un'avventura disperata. Il cerchio si stringe intorno a due solitudini e l'epilogo è tragico. Dopo l'ultima notte trascorsa insieme, i due fuggiaschi vengono circondati dalla polizia: Marlene, in uno scontro a fuoco, sceglie la propria morte per liberare il ragazzo da quel sentimento che lo porterebbe su una strada maledetta. La stessa strada che lei, da giovane, aveva scelto. È il suo riscatto morale, il suo estremo messaggio d'amore. Quella morte forse libererà anche lei». Non è nuova la Guerritore a ruoli duri, fuori dalle regole: dopo «Amanti e segreti» ed «Exodus», per citare i più recenti, ora un'altra figura femminile forte, determinata, disposta a tutto. Dice l'attrice: «Perché mi piace interpretare quei ruoli che sarebbero da maschi. Lo scafandro del "femminile" non lo sopporto, soprattutto in quest'epoca in cui, per essere donna, bisogna apparire femmina appetibile, possibilmente rifatta in tutte le sue forme: lo scafandro, appunto. E allora, preferisco spogliarmi ».

Forse non a caso, allora, il regista Ferzan Ozpetek, nel suo nuovo film «Un giorno perfetto», tratto dal romanzo omonimo di Melania Mazzucco, ha pensato alla Guerritore, per un personaggio che, nel libro, era un uomo: «Già — conferma l'attrice — è stato cucito su di me, diventando donna». Ma a Monica piace anche e soprattutto il ruolo della seduttrice: fece scalpore con film come La lupa, Femmina, Scandalosa Gilda, Fotografando Patrizia e in teatro con le sue Bovary, Carmen e La Signora delle camelie. Ammette: «La capacità di seduzione sta proprio nel potere che le donne, alla mia età, acquistano nei confronti degli uomini. Restano affascinati dal senso di libertà, più che dall'estetica gonfiata al silicone». Gli uomini restano sedotti. E i ragazzini? Ribatte: «Mi capita spesso anche con loro, soprattutto quando recito in teatro. Sarà forse perché mi vedono dal vivo, sarà forse per il fascino che sempre si emana dal palcoscenico, ma gli adolescenti subiscono una sorta di attrazione fatale: sono incuriositi dal mistero che sembro nascondere in me e... mi è capitato di attrarre anche qualche ragazza».

Emilia Costantini