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Interviste a Monica

Da "Il Messaggero" dell' 8 marzo 2004
LA PROTAGONISTA. Monica Guerritore, seduttrice ne "La signora dalle camelie" e in tv in "Amanti e segreti"
«Nasce coś, nelle zone d'ombra » di Laura Laurenzi

ROMA — Intensa e passionale attraverso i suoi molteplici ruoli, Monica Guerritore sembra avere per la seduzione un talento speciale. La incarna a teatro ne "La signora dalle camelie" ("grande seduttrice che alla fine rimane fregata", dice) e in televisione in "Amanti e segreti" (Raiuno, dal 16 marzo), dark lady ambigua e dunque fascinosissima.
Seduzione in crisi: concorda sul sempre più diffuso "esaurimento amoroso"?
«Ciò che manca è proprio il lavoro introspettivo, il lavoro psichico, che viene dato dall'attesa, dalla fantasia, il lavoro di immaginazione. È in quella zona oscura che si sviluppa la potenza affettiva. La vera seduzione nasce in quella zona d'ombra».
Quale dei suoi molti ruoli di grande seduttrice sente più affine?
«Quello della Lupa, che per un suo vuoto interno, portato all'estremo, per questa sua solitudine affettiva fa diventare la seduzione fame. La sua è una bulimia erotica, carnale. Divorare gli uomini, mangiarli è un tentativo di riempire un pozzo senza fine. Un altro tipo di patologia nella seduzione che ho sentito molto vicino è quello di Emma Bovary, che rappresenta l'impossibilità della femmina di vivere in un luogo dove non ci sia calore affettivo».
Un sondaggio condotto in 18 paesi diversi evidenzia che le donne seducono meglio, mentre gli uomini seducono di più. È d'accordo?
«No. La distinzione uomo-donna non esiste. Le essenze sono identiche, gli individui si compenetrano. I nostri sensi non sono altro che dei ricettori, degli eccitatori di qualcos'altro che risiede nell'immaginario. La seduzione ha molto a che vedere con il mito di Narciso, Noi siamo sempre doppi: abbiamo una parte femminile e una parte maschile. Sedurre l'altro è innamorarsi dell'altra parte di sé. Seducendo un uomo come se tu seducessi te stessa virile, è come se tu contemplassi quella parte del "sé" nell'altro. Ti innamori di quello che tu avresti potuto essere se fossi stato un maschio».
Ma qual è l’essenza stessa della seduzione?
«Sgombriamo il campo dall'equivoco che la seduzione sia legata ai tacchi a spillo e alla camera da letto sfatta. Quella è solo una parte. La seduzione è molto di più. Sedurre vuoi dire letteralmente condurre a sé. Prendere, inglobare, conquistare. Per sedurre bisogna avvertire una necessità interna, una voglia istintiva di entrare in rapporto con gli altri. Una forza che viene esercitata indipendentemente dall'aspetto fisico o dall'età».