Monica Guerritore official website

Tibet: Guerritore, ”il coraggio incomincia quando una voce si fà sentire”

interviste Aggiungi il tuo commento

Articolo 21

L’IMPEGNO DELL’ATTRICE PER I DIRITTI UMANI

Tibet: Guerritore, ”il coraggio incomincia quando una voce si fà sentire”

di Antonella Napoli

Il suo impegno è pari al talento che esprime ogni volta che calca un palcoscenico o inizia a recitare al ciack di un regista. Monica Guerritore da anni presta il suo volto a campagne umanitarie e per i diritti umani, tra le ultime Darfur e Tibet. E proprio alla causa tibetana e ai monaci vittime delle violenze del governo cinese, la Guerritore ha deciso di dedicare le recite straordinarie di Giovanna D’arco, in scena dal 3 al 6 aprile al Teatro Italia a Roma.

Cosa ti ha spinto a dedicare il tuo lavoro alla lotta dei monaci buddisti in Tibet
“Ho accolto l’invito del Dalai Lama perché ritengo giusto che la sua richiesta di aiuto e sostegno al mondo si estenda anche a chi abbia la possibilità di dare visibilità alla causa, come noi artisti. In occasione delle riprese televisive dello spettacolo, apro la sera il teatro a tutte quelle persone che vogliano così testimoniare solidarietà al Dalai lama e alla sua richiesta di sensibilizzare i nostri paesi alla lotta dei monaci buddisti in Tibet”.

Giovanna D’Arco può rappresentare il messaggio che si vuole lanciare contro la violazione dei diritti umani?
“Mi è sembrato che Giovanna d’Arco fosse la testimonianza più forte e appassionata di una vita dedicata all’affermazione della “libertà interiore, spirituale, culturale”.A costo della propria vita.
Le cose che hanno a che fare con l’Anima sono delicate illuminazioni,intuizioni, sentimenti intimi e sacri che devono essere rispettati. In tutti gli esseri umani. La forza di Giovanna ,e la sua fede nella trascendenza del cuore danno ali e potenza al richiamo per la libertà. Sono queste le forze e passioni che sole cambiano la realtà. La sua chiamata dell’Anima si fa azione attraverso lo spirito. ello mio spettacolo Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, di Martin Luther King, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo l’invasione dei carri armati. Testimone di come si levino alte, in ogni tempo, le voci contro il Potere”

Cosa ti ha colpito maggiormente dell’ultima azione repressiva compiuta dal governo cinese?
“Quello che mi colpisce di più è l’attacco di un potere politico e militare contro una cultura storica, religiosa, filosofica.. Il Tibet non ha nessuna forza economica o politica o sociale che giustifichi una repressione simile. Sono i fucili contro le anime, carri armati contro ideali,manganelli contro una fede. Ma il Pensiero è invincibile,non si può reprimere perché fatto di aria, è una brezza (psychè) e penetra e permea tutto quello che lo circonda. La visibilità,la conoscenza servono proprio a permettere che questa brezza raggiunga anche noi, ci parli. La nostra testimonianza rende viva e presente questa cultura che chiede aiuto per non soccombere”.

Che risposta cogli dal tuo pubblico, percepisci interesse nei confronti della causa tibetana?
“Io ho aperto il teatro senza pubblicità, senza stampa, senza abbonati solo per dare la possibilità a chiunque lo desideri di entrare e attraverso un viaggio di coraggio di Giovanna D’Arco testimoniare l’attenzione a tutti gli oppressi. Anche se in platea ci sarà una sola persona. Quella persona , tornando a casa, rifletterà su cosa vuol dire la repressione della propria Voce Interiore”.

Quanto può influire il sostegno di voi artisti alla rivolta dei monaci tibetani?
“Il coraggio incomincia quando una voce si fà sentire”. dice Dorfman. Per me il teatro è anche impegno, come necessità politica e sociale”.

Steven Spielbeg ha rinunciato all’incarico artistico ai Giochi olimpici del 2008 in segno di protesta nei confronti della Cina che non fa nulla, pur avendo rapporti e interessi economici molto forti con il Sudan, per convincere Khartoum a fermare le violenze in Darfur. Pensi sia stata una scelta giusta?
“Spielberg ha agito coerentemente con il proprio sentimento. Non c’è grandezza più grande in uomo. Lui sente la gravità del genocidio in Darfur e conosce le responsabilità della Cina, in questo caso. Sta lottando contro questo. Quanto vale un incarico? Vale al punto di perdere, davanti alla tua coscienza, la dignità di essere umano?”.

2 commenti per “Tibet: Guerritore, ”il coraggio incomincia quando una voce si fà sentire””

  1. daniela rigolio dice:

    Sei grande! Non ti ho mai persa di vista ma, probabilmente ho perso qualcosa di te! Cio’ che hai detto e cio’ che stai facendo ti fanno onore: molti dovrebbero avere il tuo stesso coraggio. Purtroppo io abito a Luino (Varese) e non posso venire a Roma ma, spiritualmente ci sono.
    P.S. ho letto oggi sul giornale “Libero” che come me hai affrontato il problema del tumore al seno. Vai a http://www.sinterapia.it
    per favore e se vuoi chiamami al 349 66 50 859

    Un abbraccio da Daniela Rigolio

  2. rsghwnmoec dice:

    dPMQGA tcolxwvgvzgk, [url=http://paqlhhfbbbtt.com/]paqlhhfbbbtt[/url], [link=http://utoygygionwi.com/]utoygygionwi[/link], http://mkutqwmdjnen.com/

Lascia un tuo commento!