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Ri-generAzione

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Ri-generAzione
INTRODUZIONE AL DOCUMENTO
Ecco vi seduti qui davanti a me ..Non pensate a chi io sia… a quali delle cose che ho fatto corrispondo di più… Sono come vi aspettavate? Deludo le vostre aspettative ..? Fermiamo questo brusio, questo ronzio di sottofondo. Facciamo silenzio. E parliamo di tempo. E di un luogo.
Non ho detto luoghi.. ma “luogo”.. quello.. quello che, appena nominato, al singolare, ha assunto un “senso” e ha cominciato a mostrarsi da qualche parte, in profondità.
E parleremo dell’accorgersi, avvicinarsi col cuore, far risuonare nel cuore, le cose per restituire loro, come direbbe Pasolini “ ..verità e memoria”
Voglio parlare di come sfuggire alla cattura e di libertà del pensiero. E di forza che cresce col tempo..
IL TEMPO
Nella mia personale esperienza è nel tempo e con il tempo che ho cercato di onorare il talento, che è in ognuno di noi , innato, e che rappresenta il nostro dovere nel mondo, la nostra essenza. Quella che Seneca chiama ‘ il fondo della cosa ‘ o il Dharma, o il Tao , il Daimon e che nel tempo ho cercato di tenere al riparo dall’aggressione di un vocabolario e di una scenografia fatte di parole e immagini inquinati dalla volgarità di anni orribili parlo degli anni 80 di me appena poco più che adolescente. A quegli anni ho ceduto di me il minimo indispensabile e con una sensazione via via crescente di estraneità ho cominciato a chiudere i pugni, tenendoli stretti sul volante della mia esistenza e ho sterzato a volte con una buona dose di con aggressività Ho cominciato a leggere da sola, studiare da sola, osservare, rifletter: filosofia, fisica-subatomica, storia, archeologia un libro mi rimandava a un altro libro, disordinatamente, sottolineavo cercavo le fonti e approfondivo e uno spazio sconosciuto che era dentro di me ha cominciato a popolarsi di strani esseri, immagini senza oggetto parole e versi e storie dense e spesse. Quel senso di estraneitudine, di solitudine che mi accompagnava non mi è più sembrato una anomalia ma una opportunità. Stavo sfuggendo alla cattura e avevo scelto di vivere ai margini di un mondo che non mi piaceva e via via , nel tempo, mi sono costruita il mio palazzo interiore pieno di antri, luoghi dove riporre esperienze, conoscenza , testi , musiche, immagini, continuamente in movimento, diventando sempre più autonoma , forte.

E’ L’INTERPRETAZIONE DELLE COSE CHE RINNOVA, RIDA’ LORO VITA.
Ho letto da qualche parte che la storia è fatta a salti.
Ho quindici anni. Sono seduta al buio, nella platea del Piccolo Teatro di Milano dietro a Strehler che chiede il capo-macchinista di tirare le corde di uno stangone che sorregge un leggerissimo velo bianco che copre in parte la platea come una nuvola sospesa. Con un piccolissimo movimento la nuvola ondeggia, piena , gonfia. La scena quasi vuota, un tappeto di velluto bianco, qualche mobile appena coperto con un lenzuolo, un armadio sul fondo a destra. L’armadio dei ricordi. Proviamo “Il Giardino dei Ciliegi”.
Gli attori chiacchierano tra loro sul palcoscenico. Un piccolo mondo. Guardo Strehler. E’ silenzioso, non dice niente. Li osserva e basta. Per un tempo lunghissimo, formano piccoli gruppi che poi si sciolgono e si ricompongono. C’é un controluce che scontorna le figure .
Ogni personaggio racconta un mondo
In platea tutti aspettano.
Strehler si volta verso di me, piccola che lo bevo con gli occhi sempre attenti in quelle lunghissime notti delle prove “Vedi Monica, non li illumino… non voglio vedere la piega, il sorriso, l’espressione personale di ognuno di loro.. ricordati il teatro è il racconto di un Uomo che diventa racconto di tutta l’Umanita’ ..”
Guardo ancora….e il mio sguardo è diverso. Vedo quei piccoli gruppi sperduti in palcoscenico, questa nuvola che respira sopra di loro, un armadio pieno di ricordi di una infanzia passata e quella notte capisco Il Giardino dei Ciliegi , la fine di un mondo , di un età , ‘la vita è passata ed è come se non l’avessi vissuta ‘ è l’ultima battuta del servo che muore ( Cechov mori da li a poco ) .. la rivoluzione del 1905 alle porte , gli uomini e le donne inconsapevoli di quello che stava per accadere .. Dov’è finito il testo? E tutto quello che pensavo sul testo dopo averlo letto? Eppure sono le stesse parole… parole messe giù in notti lontane da un uomo che tornava a sussurrarci la sua visione.. attraverso l’opera rigeneratrice di chi la stava rimettendo in scena. Videor ut video .Questo è il senso del mio meraviglioso mestiere : essere visti per vedere.
Dove vi sto portando ?
IL LUOGO
Qualcuno di voi ha visitato a Napoli la Cappella del Principe di San Severo? C’è un opera straordinaria ‘il Cristo Velato ‘ vale un viaggio: è sdraiato , ricoperto da un finissimo velo trasparente che sembra seta e ha gli occhi chiusi . La grazia e la calma intensa di quel corpo erano stupefacenti e stupefacente era come in tanta fissità, immobilità si percepisse una vita celata , forza e energia. E’ immerso in un mondo ‘altro’ Ero in silenzio immobile ma mi parlava . Non alla mia intelligenza (si riconosce solo quello che si conosce )e per me era inaspettato quel terreno metafisico. Parlava con un linguaggio che si propagava nel silenzio a un’altra me. A quello che Platone chiama “l’antico nostro essere..”
E dove abita ?
In quale luogo si trova Leopardi ?

Sempre caro mi fu quest’ermo colle
E questa siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte
Il guardo esclude
Ma sedendo e mirando
Interminati spazi di là da quella
E sovrumani silenzi
E profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo
Ove per poco il cor non si spaura
E come il vento odo stormir tra queste piante
Io quell’infinito silenzio a questa voce vo comparando
E mi sovvien l’etterno
E le morti stagioni e la presente e viva e il suon di lei
Cosi tra questa immensità si annega il pensier mio
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Che discesa vertiginosa … che tuffo all’indentro , dentro di sè … tutti i grandi poeti hanno evocato questa vertigine… Dante …’così l’animo mio c’ancora fuggiva si volse a retro a rimirar lo passo che non lascio giammai persona viva … mentre ch’io rovinava in basso loco ..’ e Citati quando racconta di Proust
“Un giorno molto prima di iniziare la stesura della Recherche Proust scoprì di essere’ un luogo’. Mentre errava per la campagna scoprì un vasto antro nascosto al resto della valle dove nessuno era mai disceso che l’assoluto silenzio aveva mantenuto nella solitudine. Lui era quel luogo;. una creatura diversa da tutte e altre senza rapporti con nessuno senza affinità con nessuno. Comprese che doveva scendere in quell’antro tenebroso se voleva scrivere un libro. Vi scese e scopri che quell’antro isolato era il centro della terra e aveva un rapporto con tutti gli altri punti del mondo.
Piano piano le cose che maturavano in quel luogo lui le avrebbe portate alla luce….”( Piero Citati)
Possiamo chiamarlo il luogo dell’Anima. Uno stato dell’essere quasi impossibile da dire a parole ma è qui, dove respira il “silenzio assorto” di Leopardi che le immagini , le sensazioni, le emozioni vengono coltivate e diventano nostre proprie personali
Lì sono al sicuro incorruttibili.
LO SGUARDO
E’ lo sguardo la porta del nostro personale archivio immaginario. La cosa in sé attraverso lo sguardo attento diventa la tua cosa. Scrive Heisenberg “..la realtà delle cose appartiene a chi le osserva e non alle cose…”
Quell’archivio non vale in sé , non vale per la catalogazione o l’inventario o la quantità delle cose che vi sono collocate ma per la dinamica con le quali sono riuscite a prendere posto in quella stanza immaginaria e quanto hanno smosso di te collocandosi. E’ questo lavoro che diventa strumento , metodo per interpretare il mondo non per subirlo. E’ questo per me il senso della parola “cultura”
Ho “coltivato” la cosa ed è diventata la mia cosa I fatti si sono trasformati in esperienze e sono mie personali . Chiameremo signori il mondo la Valle del fare Anima ( Keats)
LA CAMERA OSCURA. IL VIAGGIO DENTRO DI NOI. IL MONDO DI SOTTO. LA VALLE DEL FARE ANIMA
Siamo cercatori di segni . Come roccia calcarea che porta incisi i resti di molluschi , stelle marine cosi tutto quello che ci circonda porta i segni di una storia , una intelligenza, una idea. Noi siamo fatti per individuare e sviluppare questi segni con un continuo processo alchemico, come in una camera oscura .. dove grazie alla materia fluida, all’emulsione che ricopriva con un velo leggerissimo la pellicola emergevano dal bagno in una sostanza acida piano piano le figure impressionate e più tempo restavano nella vasca più profondità acquistavano . Spessore , colore, corpo . E infatti si diceva ‘impressionare la pellicola ‘
Mettere insieme una serie di pixel , per replicare la vita attorno a noi cosi com’è in televisione, su Internet senza “lo sguardo sulla sua Ombra” ”non ha lo spessore della realtà e di tutti i suoi effetti, infiniti. Ma dà l’illusione di aver visto tutto, sapere tutto e questo tutto ti colpisce sempre meno, ti emoziona sempre meno, ti graffia sempre meno , ti tocca sempre meno.
Non è la riproduzione a creare conoscenza è l’interpretazione di un fatto a dargli profondità e sentimento
Le parole stesse replicate all’infinito perdono peso, perdono il loro reale significato, diventando così facilmente manipolabili. La quantità si impone , la semplicità diventa una scorciatoia, lo choc un modo per impressionare i sensi e catturare le coscienze che pigre e aggredite subiscono l’impatto
La vista e l’udito sono sensi semplici facilmente manipolabili, assoggettabili.
Scrive Taleb nel Cigno Nero La tecnica della riproduzione ha scalzato l’unicità della performance. Ed è il trionfo della riproducibilità.
Nella società di oggi la grande distribuzione si avvale di repliche . Da un primo clichè , uno stampo originale di qualunque prodotto parte la riproduzione. e per vincere la gara la forma originale ha richiesto via via tratti esteriori semplificati per facilitarne la replica a livello industriale e rendere il prodotto adattabile al maggior numero di utenti / menti possibili.
Nel prodotto “tecnico “così come nel messaggio politico la potenza iconica si nutre della semplicità. Qualunque crisi del tratto sia estetico che etico crea un inciampo nella riproduzione immediata un tempo maggiore di comprensione. Bombardati cosi da oggetti semplici , piccoli pensieri facili, piccoli giudizi facili, piccoli slogan facili, piccoli intrattenimenti facili, brevi filmati di massimo 3 minuti, subiamo stremati l’elementare pantomima e stancamente indossiamo le maschere del quotidiano, ci ripariamo nei luoghi comuni, gli atteggiamenti tutti uguali che non sono l’essere umano. Sono canoni, che semplificano le relazioni senza toccare la profondità la verità di nessuno di noi.
E in tutti noi cresce uno strano senso di solitudine , di mancanza di rappresentanza , di racconto .
UN PARLARE FANTASTICO PER SOSTANZE ANIMATE
Scrive Vico : E’ nella favola che il linguaggio affonda le proprie radici iniziando a dispiegarsi attraverso metafore e figure le quali in quanto assolvono una funzione spiccatamente comunicativa acquistano una palese realtà(Vico- La potenza del Falso -Mazzarella )
Questo altro noi ha intuito , è intelligente , rapido, fiuta l’essenza delle cose. L’unica cosa che teme è la fretta .. la fretta lo travolge ….Ha solo bisogno di tempo per opporre resistenza alla semplificazione che ci bombarda e osservare con sguardo personale. Tutto quello che è attorno a noi chiede di essere letto , guardato , ascoltato e una volta guardato come la rosa per il piccolo principe chiederà che se ne prenda cura .
Su questo breve documento che chiamo Ri-generaAzione: Una Nuova Frontiera e che ben si adatta all’articolo 9 della Costituzione
vorrei che una parte di voi lavorasse per renderlo idealmente una nuova linea politica.

Ri-generAzione

Intendo il termine Rigenerazione come processo di rinnovamento /restituzione dell’energia propria, vitale all’esistente.
E lo immagino cominciando dalla cura e dalla rimessa a nuovo dell’edilizia impedendo cosi nuovi scempi urbanistici di cui non si ha bisogno.
Rafforzo e rinnovo il senso del termine “edilizia”: sono le case dove viviamo, le scuole, gli ospedali, i luoghi di ritrovo. Sono i luoghi di lavoro, sono gli scenari che accompagnano e accolgono tutta la nostra vita.

Immagino il recupero dei centri storici delle nostre città, dei borghi come azione rigeneratrice dei cuori pulsanti della nostra cultura del vivere. La Ri-genera-azione agisce riportando in questi luoghi “vita” per i cittadini che li abitano e lo fa attraverso le agorà /piazze e riportando nelle piazze altre piazze: il Teatro, il Cinema , il Posto di Pronto Soccorso, il Posto di Polizia , la Scuola, la Chiesa, il Municipio con uffici annessi: un tessuto che ritorni ad essere denso di relazioni. Una moltiplicazione di servizi seppur dimensionati al contrario della tendenza ad eliminare i piccoli presìdi. La centralità con grandi strutture di servizi distanti snatura il rapporto tra gli abitanti e il luogo. E non crea attività né impiego ma solo solitudine.

Immagino la trasformazione/rigenerazione di presidi industriali abbandonati o in fase di dismissione in “altro” individuandone la possibile nuova destinazione produttiva e coinvolgendo gli uomini e le donne che ci lavorano e che trasformeranno le loro capacità insieme a lei.

Immagino una nuova disciplina universitaria che sviluppi nei giovani la capacità nell’individuare possibili nuove trasformazioni dei luoghi di attività improduttive in produttive. Dobbiamo cavalcare la forza rinnovatrice del mondo , tenere il passo senza lasciarci dietro cadaveri inutilizzati nei campi che pesano nel testimoniare la nostra incapacità di di trasformarci. La facoltà del riuso, della trasformazione, della rigenerazione. Cosa si può produrre con quei macchinari? Con quegli stabilimenti, con quelle materie prime? Cosa serve oggi che sia diverso da qualcosa di cui ora non c’è più bisogno. Con gli stessi uomini che possono cambiare restando nel loro luogo Non ci si accorge che non è più il tempo del vendo e butto? Come fai a buttare una miniera e i suoi uomini dentro? Ti volti dall’altra parte e :un due tre stella!..bum! Non c’è più.. E lo scheletro ? la struttura? Gli uomini e le donne? Come fai a buttare un industria che fabbrica alluminio? la incarti e la butti ? e se riciclasse alluminio invece che produrlo? se se se se…!! Anche il tempo che viviamo chiede di essere interpretato!

Ri-generazione del territorio. Vorrei che cominciassimo a mettere le mani nella nostra terra: ripristino di canali di scolo nei terreni, pulitura dei fiumi , disboscamento e rimboschimento , rinforzo e pulizia degli argini, cura delle coste e delle acque di sorgente e dei mari .
Dobbiamo tornare a calpestare la terra sulla quale viviamo. Sentirla sotto i piedi e viverla come fosse materia: Questo è il nostro Paese . Solo prendendo possesso del territorio nel suo insieme la rete di abitanti diventa densa, fitta, consapevole.
L’economia vera può ripartire dal ri-Generare l’Italia e i suoi luoghi invece che ricominciare a devastare edificando no man’s land dove scaraventare vagonate di uomini e donne persi e senza radici.
Hanno per pigrizia( e avidità) ceduto il passo e il paese alla grande distribuzione che in sterminati anonimi capannoni divora con prodotti stranieri le nostre materie , i nostri lavori , i nostri prodotti lasciandoci le briciole di un posto per facchini o posteggiatori .
Abbiamo chiuso i teatri e ceduto il potere aggregante delle sale cinematografiche a orrende megasale di periferia che hanno spopolato le nostre piazze nelle migliaia di città, paesi , borghi italiani.
Non siamo sulla strada 66 che dall’Ovest porta all’Est e che necessita di stazioni di Posta e Empori dove di tanto in tanto a distanze siderali perse nel deserto foraggiare le carovane che si dirigono all’Eldorado. L’Italia nasce in un altro modo: la vita è nelle piazze, nei borghi, nelle relazioni. Questo siamo noi . Accorgersi , riportare al cuore chi siamo realmente per storia e memoria è importante restituisce la conoscenza di chi eravamo e ci fa trovare la via giusta .

Con tutte le difficoltà del caso e ( scusate il gioco di parole) individuando nel caos la possibilità della nascita di una stella danzante immagino per il futuro una nuova frontiera rigeneratrice con lo sguardo rivolto alla cultura come metodo e non come bagaglio acquisito di Bellezza: metodo che alleni in ognuno la consapevolezza, il proprio punto di vista , il discernimento attraverso lo sguardo personale sulle cose, la riflessione sugli accadimenti, sui fatti, sulle Opere dell’uomo questo è dinamico , è vitale .. e sfugge alla cattura del conformismo ”

E per fare tutto questo immagino un servizio civile obbligatorio per un anno che imporrebbe a voi ragazzi e ragazze di mettere concretamente le mani nel campo dell’Assistenza , della Protezione Civile, Forestale , Croce Rossa, Servizio Sanitario, Archeologia , Demanio Impresa, Beni Culturali, Ricerca
Allora si che vi si potrà chiedere cura del vostro Paese. Si potrà farlo perché il territorio , le sue strutture , i suoi Beni Culturali e Architettonici , i suoi vecchi , i suoi bisognosi sono diventati ‘ materia vostra’. Ne avete fatto ‘esperienza’.
E allora , a contatto con mondi mai frequentati perchè solo percepiti superficialmente attraverso immagini digitali , imparerete a conoscere cosa sia il diverso da te , rimescolerete le vostre opinioni , vi vedrete immersi in attività mai neanche immaginate e ne verrà sicuramente anche la scoperta, in ognuno di voi di un vostro personale particolare talento .
Questa è l’azione che rigenera…
“Vedi Robineau nella vita non ci sono soluzioni , ci sono solo delle forze in movimento. Bisogna crearle e le soluzioni seguiranno…”( Volo di notte -Saint Exupery)

SFUGGIRE ALLA CATTURA
Il nichilismo che deriva dal sentimento dell’inutilità, dell’impossibilità del cambiamento , della fine come soglia ineludibile è una trappola che ci lascia nelle mani dei predatori.
La “Fine” non conclude tutto .Non ferma il progresso, la costruzione del Mondo futuro non rende sterile, inutile ogni slancio.“ Ogni cosa naturale” e noi lo siamo “è caratterizzata da un principio che la spinge alla realizzazione della propria essenza.”(Eraclito) Sto parlando di una percezione dell’aspetto spirituale dell’esistenza.
Dobbiamo togliere alla vita il limite della brevità, l’idea di un esistenza che passa per ritrovare la cosa più importante per un essere umano: il SENSO del divenire e la META del movimento.
Con lo sguardo su un mondo che noi stiamo costruendo, che noi difendiamo , che noi abitiamo.
. In Italia dopo l’alluvione senza nessuna organizzazione un migliaio di voi spontaneamente sono arrivati a Genova e hanno cominciato a spalare il fango. Spontaneamente. Migliaia di volontari hanno aiutato gli abitanti emiliani dopo il terremoto . E’ innato in noi … la vita porta avanti la vita … an -lagen è il nome di quella parte della cellula che è in divenire… quello che diventerà …
Osservando l’esistenza si partecipa alla vita. Si tiene il passo con il vento…
Sono passati anni bruttissimi che hanno portato oggi a situazioni personali drammatiche famiglie, fabbriche, scuole, ospedali.
Dobbiamo entrare nell’ottica della ricostruzione, come dopo una guerra e direi che forse la parola magica anche qui è: rigenerazione Ci vuole forza interiore e energia fisica , forza fisica.
Questo è un modo attivo di abitare la città ideale .
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
/ l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco/ lo dichiari e risplenda come un croco
/ perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se ne va sicuro,/agli altri ed a se stesso amico,
/e l’ombra sua non cura che la canicola/stampa sopra uno scalcinato muro!/ Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,/
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo./Codesto solo oggi possiamo dirti,
/ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.( Montale)
E vogliamo che quell’ombra sul muro si ricongiunga attraverso un piccolo lembo strappato al corpo a cui appartiene conservandone profondità e spessore. E mobilità , l’estrema mobilità del cuore e della ragione che si devono all’unicità e sperimentalità della riflessione: metamorfosi stessa di ognuno , delle cose attorno a noi , del mondo

Scrive Brecht” Un tale incontra K. e gli fa: Sono vent’anni che non ti vedo , lo sai che non sei cambiato per nulla?” Commenta poi Brecht che il signor K. andò a casa e si mise a fissarsi allo specchio terrorizzato pallido , pensando all’orrore di non essere cambiato per nulla.
Di essere rimasto sempre lo stesso ..
Einstein dice: ci sono 2 modi di vivere l’esistenza , come se niente fosse un miracolo , come se tutto fosse un miracolo .
Dobbiamo tutti tornare a stupirci resistendo alla cattura .

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe…

Oggi è il Giorno della memoria .
Solo l’ottundimento della ragione , la mancanza di riflessione, di sguardo, di pensiero ha spinto milioni di persone a pendere dalle labbra di un macellaio coi baffetti . e rendersi complici di uno sterminio orrendo ..
La coscienza è un muscolo che va allenato ( Card. Martini )

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