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“Non sprecate il talento” parla Claudio Abbado

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“…15 anni . Gli anni delle scelte difficili ma necessarie. Avevo tante passioni, per esempio mi piaceva scrivere e suonare  ma era arrivato il momento di selezionare le mie attitudini.

Dovevo concentrarmi su una cosa e decisi  di studiare orchestra, pianoforte , composizione al Conservatorio .

Il talento è una straordinaria fortuna che una volta riconosciuta hai il dovere di amare e non sprecare. Il talento è un avventura mistica non il traguardo di una carriera , che devi riuscire a vivere con semplicità e ironia senza mai sentirti prigioniero delle sue seduzioni. Ecco per esempio perchè non amo i confini  limiti, le barriere. Il talento se coltivato ti spinge con una forza misteriosa a una continua ricerca di un punto più alto di quello che hai appena raggiunto. Se ci credi, puoi non fermarti mai.(..)Ho sempre cercato di non cadere nella trappola del successo, di non restare schiacciato dall’auto compiacimento…

(..) C’è una cosa , la più importante , difficile da spiegare con le parole .Bisogna provarla. Gli applausi,le ovazioni ,l’armonia di un orchestra guidata dalle tue mani  e dai tuoi occhi , il riconoscimento  del pubblico in sala : sono tutte cose che fanno piacere. Ma il punto più alto è quando senti che il talento è stato riconosciuto e ha scavato un solco in chi ti  ascolta, e il momento in cui riesce a commuovere. Quando qualcuno piange.Le sue lacrime sono le tue , e senti l’ebbrezza, l’emozione della felicità.” (Claudio Abbado “Non Sprecare”  di Antonio Galdo (Einaudi) 

Il Teatro del Cuore

Helene Cixous

“chi è ?”

“sono Tu”

Allora subisco quello che accade a Te,

l’Altro è tanto forte che mi annienta.

Ma quando la scena è recitata davanti a me  dagli attori

Io non sono più Te , sono di nuovo Io.

Sono loro che soffrono

e sono io che piango

 

Un commento per ““Non sprecate il talento” parla Claudio Abbado”

  1. alfredo dice:

    Il talento, misterioso ed oscuro, compiacente amico, seduttore di te stesso, può restare in sogni tenuti nascosti e mai rivelati, essere pazzo amico di viaggio, sconsiderata meta a volte lontanissima, a volte vicinissima. Richiede fede, amore, costanza, è un padrone che non conosce pietismi, è avido di amore, di condivisione, è afflitto dalla frustrazione di voler dare ed avere sempre di più. Non so se, in maniera silente, mi hanno fatto rifiutare qualcosa che assomigliasse al talento, così come mi hanno allontanato da quell’amore forte che ancora adesso vive intensamente, ma quando ricordo l’emozione di trovarsi sotto le luci o nella penombra di un teatro, non ricordo i miei giorni in cui fui vivo all’ennesima potenza, quelli sono stati spesi, ma rimpiango aver dovuto imprigionare quello per cui sentivo e non ho avuto la forza di reagire, ed allora ho capito che come non ho saputo amare, quello non era talento.

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