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La funzione del TEATRO nell’era della “riproduzione”

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe….Montale

 

Nella società di oggi la grande distribuzione opera su clichè la  cui forma originale ha richiesto via via tratti esteriori semplificati per facilitarne la replica a livello industriale  e rendere il prodotto adattabile al maggior numero di utenti / menti possibili

Il  prodotto ‘tecnico’ o artistico cosi come i messaggi politici, fondano  la loro potenza iconica sulla semplicità. Qualunque crisi del tratto estetico /etico  crea un inciampo nella  riproduzione immediata. Richiede  un tempo maggiore  di comprensione. Bombardati  cosi da oggetti semplici , piccoli pensieri facili, piccoli giudizi facili, piccoli slogan facili, piccoli intrattenimenti facili subiamo stremati l’elementare pantomima e stancamente indossiamo le maschere del quotidiano, ci ripariamo  nei luoghi comuni, gli atteggiamenti tutti uguali che non raccontano l’essere umano ma che semplificano le relazioni senza sfiorane mai la profondità ,la verità di nessuno di noi.

E nelle persone cresce  la solitudine , la mancanza di rappresentanza , di racconto .

 Che cos’è questo racconto,/ispirato ad un essere e animato dal nostro umano sentire ? ( Heder)

Scrive Taleb  nel bellissimo Il Cigno nero “..Non è  più necessario che l’artista sia presente  ad ogni rappresentazione. La tecnica  della riproduzione ha scalzato l’unicità della sua performance.” Ecco il trionfo della riproducibilità. Il costo uno -uno non può competere con il ricavo uno-un milione di copie e , se non combattiamo sarà la  fine dell’esperienza che è nel rito teatrale e in  qualunque altro evento  non  riproducibile , non  comprimibile , non masterizzabile , non manipolabile quindi. L’esperienza teatrale che è tutto, danza , musica, teatro civile, classici, poesia fonda  la sua energia  rivoluzionaria proprio nel suo farsi  che sfugge alla staticità.

Un parlare fantastico per sostanze animate ( Vico)

Quante volte  in presenza di un opera d’arte  letteraria o pittorica o performativa ( cinema / teatro ) ci è capitato di percepirne  “vita propria” In quale lingua mi  sta parlando quell’opera e a chi parla? Non alla mia intelligenza. Si riconosce solo ciò che si conosce  e quell’opera è inaspettata ,il suo linguaggio si propaga  nel silenzio a un’altra me. E’  quello che Platone chiama l’antico nostro essere e si manifesta nella visione delle cose, nella percezione delle ombre delle cose. La  sua visione  è in trasparenza, non ha occhi per una realtà bidimensionale materica  vive  di percezione , di intuizione. Dargli attenzione e ascolto ci guida  nella creazione  di un archivio immaginario interiore   che non vale in sé , non vale per la catalogazione o l’inventario o la quantità delle cose che vi sono collocate ma per la dinamica con le quali sono riuscite a prendere posto  in quella stanza immaginaria e quanto hanno smosso di te collocandosi.

 La valle del fare Anima  ( Keats)

Ecco l’esperienza del Teatro! La sala buia, la vicinanza silenziosa con altri esseri umani, la presenza e allo stesso tempo l’assenza , sei qui e sei in un altro mondo  intento a un dialogo solitario con una rappresentazione che è unica  e non replicabile .E’ questo lavoro  cosi intimo e personale eppure svolto in collettività, quasi  un processo alchemico  che  trae nel tempo della lavorazione  il suo fine, quel luogo che Keats chiama ” la valle del fare Anima”  a diventare strumento, metodo per interpretare  le ombre del mondo  smettendo di subirne l’impatto visivo..https://www.youtube.com/watch?v=inY-oS7rYV8

E’ nella favola che il linguaggio affonda le proprie radici  iniziando a dispiegarsi attraverso metafore e figure le quali in quanto assolvono una funzione spiccatamente comunicativa acquistano una palese realtà(Vico- La potenza del Falso -Mazzarella .-)

 

Misi in scena Giovanna D’Arco https://www.youtube.com/watch?v=5R-MmwtyoF4 costruendo una drammaturgia fatta di tre voci  racconto visivo , musicale ,corporeo e procedendo per suggestioni invece che per descrizioni .Il momento ,l’unico momento in cui Giovanna d’Arco si indebolisce è il momento in cui le viene fatto vedere il rogo dove morirà. La paura le toglie la forza interiore su cui poggia tutta la sua missione. Dio è in me ed è sua la voce che ascolto . Quella notte alla ennesima domanda ” ma se fosse il demonio a parlarti ?” ho immaginato  che la sua debolezza  le abbia insinuato il dubbio. Sul fondale nero appariva dal nulla , e per un istante   soltanto,  Don Chisciotte di Du Maurier http://www.hispanista.com.br  è al Musèe d’Orsay ,un disegno dalle linee essenziali..Quell’immagine appena suggerita  dul fondale nero e subito svanita creava nello spettatore un  lavorìo , personale e  denso: l’interpretazione di uno stato d’animo  seppur di un personaggio illusorio:quella voce era  verità o illusione?

Questo era il tema e  questo è un grande tema  generato da un personaggio illusorio .

La menzogna scende a patti con il vero / lo spirito dà  forma al mito /e tutto questo non esisterebbe senza la parola..Paul Valery 

“Tutto va interpretato e  un mondo restituito con l’aiuto  dell’ immaginazione è più vero del reale. Nella realtà descritta   lo stato d’animo ,la persona, la devastazione di una città,la paura della morte,non viene rivelato, non ha spessore. Io sfuggo alla tirannia della realtà , invento.. creo., e a quello che vedo cerco di ridare corpo,sapore,anima.”.( Mi chiedete di parlare /Oriana Fallaci )https://www.youtube.com/watch?v=4GgYe857PBIh

La fotografia della realtà, la doxa, l’istituto dei sondaggi non raccontano lo spessore della realtà, “l’ombra” della realtà, ma danno l’illusione di sapere e la replica dei fatti sui mezzi di comunicazione senza il tempo della riflessione che ne consenta l’esperienza personale emoziona sempre meno, graffia sempre meno , tocca sempre meno ma  dà l’illusione di sapere tutto senza mai realmente rimanerne coinvolti feriti o segnati e sdegnati . E cresce l’indifferenza a tutto .

Vidi Vittorio Foa in una delle sue ultime interviste televisive:  raccontava  quanta pena provava ogni volta che riandava con la mente ai campi di sterminio, memorie fissate attraverso le immagini dei primi soldati russi .Quel filo spinato che  ancora separava fantasmi di esseri umani dal mondo reale e spietato. Poi ad un tratto durante la trasmissione vidi il suo viso assumere una strana aria smarrita, tacque come per cercare di capire e disse :” ho visto poi una di  quelle immagini usate sui  cartelloni pubblicitari  e replicata all’infinito….era la stessa immagine, la stessa immagine  ma ne  aveva perso il senso, il dolore.” E  raccontò che l’indifferenza dei passanti nei giorni di quelle esposizioni lo smarriva.Erano immagini di morte diventate sfondo, arredamento urbano .

Non è la riproduzione a creare conoscenza è l’interpretazione di un fatto a restituirgli spessore ,  profondità e  sentimento

Nel nostro tempo si  riflettono le cose al posto di riflettere sulle cose

Le parole stesse replicate all’infinito perdono peso, perdono il loro reale  significato, diventando così  facilmente manipolabili. La quantità si impone , la semplicità diventa una scorciatoia, lo choc un modo per impressionare i sensi e catturare le coscienze che pigre e aggredite  subiscono l’impatto

La vista e l’udito sono sensi semplici facilmente manipolabili, assoggettabili.

Il teatro  è un luogo dove il tempo ha un altro tempo.

Scrive Elio Franzini  “Fermando il tempo, riconquistando il valore del tempo possiamo sfuggire ai dettami del collettivo che impongono di essere qualcosa senza pensare o senza badare all’Essere.”

Voglio il tempo per interrogare, curiosare, argomentare, mettendomi al riparo  da consensi spicci. Non voglio farmi catturare .Voglio tenere ben oliati gli strumenti per elaborare un pensiero individuale e potermi fidare della mia propria capacità di percezione , del mio sentire.Voglio pensare .Il teatro è la mia palestra.

 “Un giorno molto prima di iniziare la stesura della Recherche  Proust scoprì di essere’ un luogo’.Mentre errava per la campagna scoprì un vasto antro nascosto al resto della valle dove nessuno era mai disceso che l’assoluto silenzio aveva mantenuto nella solitudine. Lui era quel luogo;. una creatura diversa da tutte e altre senza rapporti con nessuno senza affinità con nessuno. Comprese che doveva scendere in quell’antro tenebroso se voleva scrivere un libro. Vi scese e scopri che quell’antro isolato era il centro della terra e aveva un rapporto con tutti gli altri punti del mondo.Piano piano le cose che maturavano in quel luogo lui le avrebbe portate alla luce….”( Piero Citati)

Era la notte tra il 7 e l’8 aprile del 1300 quando Dante cominciò a scrivere….

 Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura

Che la diritta via era smarrita

Ahi quanto a dir qual ‘era è cosa dura

Esta selva selvaggia e aspra e forte

Che nel pensier rinnova la paura

Tanto è amara che poco è più morte

Ma per trattar del ben che io vi trovai

Dirò dell’altre cose ch’io vi ho scorte…

 E’ solo  prendendo conoscenza di quello che c’è nel nostro al di là interiore, che la nostra vita diventa ricca, autentica piena di significato ( J.Hillman)

Ah l’uomo che se ne va sicuro,/agli altri ed a se stesso amico,/e l’ombra sua non cura che la canicola/stampa sopra uno scalcinato muro (Montale)

E’ quell’ombra  sullo scalcinato  muro  che dobbiamo tenere congiunta, seppur con un piccolo lembo strappato, al corpo a cui appartiene per preservarne profondità e spessore.

E  mobilità  che è proprio del corpo immateriale, l’estrema mobilità del cuore  e della ragione  che si devono all’unicità e sperimentalità  della riflessione in ogni atto  teatrale :metamorfosi stessa   dello spettatore e dell’attore nel tempo  della rappresentazione.

“L’uomo è sempre in  movimento ,in un mutamento  continuo (..) l’essere umano si trova sempre in una posizione precaria. Il teatro è l’arte della cosa che non resta, della cosa che si muove-Ecco perchè è cosi grande , perchè è il simbolo dell’umano . Il teatro è il racconto di un uomo che diventa racconto di tutta l’umanità”( Giorgio Strehler)

Scrive Brecht” Un tale incontra K.  e gli fa: Sono vent’anni che non ti vedo , lo sai che non sei cambiato per nulla?” Commenta poi  Brecht che il signor K. andò a casa e si mise a fissarsi allo specchio terrorizzato pallido, pensando all’orrore di non essere cambiato per nulla. Di essere rimasto sempre lo stesso ..

Arte è un divenire senza margini e traguardi ,rispecchia il divenire di ogni essere umano..

Il Teatro ne coglie l’attimo.

 

6 commenti per “La funzione del TEATRO nell’era della “riproduzione””

  1. alfredo dice:

    Ancora una volta, quasi come se mi leggessi nel pensiero, tu amica, vieni a suggerirmi e ad aiutarmi a districare pensieri a volte ingarbugliati fra loro, voci che desiderano essere ascoltate nella loro essenza reale. Sono nella possibilità oggi di cercare di riconquistare il valore del tempo appunto fermandolo certamente inteso in chiave riflessiva. Sono nella possibilità perché sono libero in quanto fuori dalla realtà produttiva, quindi, sono libero di confessare a me stesso, di analizzarmi insieme al mio tempo.
    “Ti aspettavo domani ed invece sei venuta oggi. Strano a dirsi ma sei l’unica cosa che mi è rimasta, l’unica cosa che vale la pena di attendere e di ascoltare. Quando sei venuta la prima volta hai bussato alla porta delicatamente sapendo che stavi per farmi una sorpresa. Difatti è stata una sorpresa soprattutto per i nostri cuori che gareggiavano fra loro per aggiudicarsi il titolo di chi batteva più forte. Se c’era qualcuno che ci guardava avrebbe certamente pensato che per lunghissimi dieci minuti siamo stati occhi negli occhi a non dirci nulla, a non sentire neppure il nostro fiato, come se avessimo perso la voce. I nostri ricordi ci hanno trascinato lontano senza alcun preavviso. Ma stranamente non ci hanno fatto del male, anzi, si sono presi gioco di noi.”
    La consapevolezza di una visita improvvisa, ma nel contempo una visita non aleatoria bensì certa, è il momento in cui si realizza che rientra nel fattore sorpresa. E per un uomo che ha amato disperatamente un amore che è stato offuscato dal pregiudizio, non può esserci che la voce di Pavese “ Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi “ quale continuità ad amare in una vita futura. Ma ci sarà la vita futura? Se noi siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio non possiamo non credere neppure per un istante che tutta la nostra esistenza sia tutta destinata a vivere e finire qui in un assurdo segmento di nascita e morte.
    “≪ Sono più di trent’anni che non ci vediamo≫ mi hai sussurrato ed io, commosso, emozionato, ho annuito. Era evidente che quelle nostre assurde e inutili barriere che ci avevano diviso, erano definitivamente cadute. Quando poi ti ho preso la mano per farti entrare in casa mia, ti ho guardata. Mi sono accorto che il tempo non ha scalfito la tua bellezza. Mi hai guardato con gli occhi fissi come se volessi possedermi, imprigionarmi, come mai mi hai guardato, come se volessi continuarmi a portarmi con te. Lo avresti potuto fare, io ti avrei amata doppiamente di come ti amavo, più di trent’anni fa. Ti ho sempre sognata e, forse, per questo anche tu mi hai sempre sognato; così come ho fatto l’amore con te con la compagna del momento; così come tu, forse, hai fatto con l’uomo che ti ha fatto godere, pensando, che fra le tue braccia potessi esserci io.
    “≪ Qui c’è tutta la tua vita, sento tutta la sua voce, avverto la sua stanchezza. Qui c’è tutta la tua vita, mi sembra la tua casa come una grande scatola, dove tu hai seppellito i tuoi desideri, perchè lo hai fatto? I tuoi desideri dovevano essere inseguiti, perché li hai trattenuti…..inconsciamente essi facevano parte di me, erano una parte di me che viveva in te≫.
    Ti aspettavo domani ed invece sei venuta oggi.
    Non viviamo di solo cibo ma anche di emozioni, anche la paura o il coraggio sono un derivato dell’emozione.
    “ Ho fatto un sogno. Camminavamo io e te sulla riva del mare, ci guardavamo e ci parlavamo con il pensiero. Erano le nostre anime che parlavano fra di loro. Il mare era calmo, avevo ritrovato la mia serenità, eri tu vicino a me. Nessuno più mi obbligava a tenerti lontana da me. Poi d’improvviso ci siamo tuffati in mare tutti e due ridendo. I nostri occhi hanno inseguito i gabbiani”
    Vorrei volare come loro, planare come loro. Forse lo sono stato, ho mendicato per un tuo sorriso, mi sono cibato dei tuoi avanzi, mi sono ubriacato del tuo profumo.
    E continuano entrambi i personaggi in cerca di se stessi a ricordare attraverso parole, gesti, il valore della loro conoscenza muovendosi in una coreografia ibrida in cerca di atmosfere diverse e contigue allo stato d’animo per poi scoprire alla fine che vita, amore, morte ed eternità hanno lo stesso viso. E’ per il momento l’incompleta sceneggiatura di un mio cortometraggio. Ti abbraccio Monica con affetto e stima.

  2. Carla dice:

    Ciao Monica,

    Ti ho sentita oggi a Radio Capital. Sono una tua ammiratrice ed è stato bello ascoltarti. Sei una donna meravigliosa. Grazie per quello che fai.

  3. alfredo dice:

    Carissima Monica, non è molto che ci scambiamo pensieri e parole ma non è nemmeno poco, per dirti che riesci ancora a farmi emozionare. Se si potesse dare una voce all’anima, penso, che la tua potrebbe essere scelta come tale. Tutto il tuo corpo parla, trasmette emozioni e stati d’animo.Basta chiudere gli occhi per ascoltare la tua voce e sentirti vicina. Sinceramente Alfredo

  4. carlalberto dice:

    Cara Monica ieri sera ero a Verona per il tuo spettacolo e mi dispiace che sia stato annullato per l’indisposizione del maestro. Spero che venga ripreso altrimenti mi sai dire qualche altra data.
    Saluti Carloalberto.

  5. Alfredo dice:

    Ti aspettavo domani

    Invece sei venuta oggi.
    (sceneggiatura)

    Quando hai spazio di tempo, per curiosità o altro, leggi quello che avevo iniziato e che oggi è finito. Ed in questo, credimi, non c’è alcun interesse particolare, ha il medesimo significato di qualche mia poesia che ti ho tempo fa inviato..Nessuno scopo..considerato che ho 65 anni…Grazie Monica…Sinceramente Alfredo

    Scena 1
    Una donna cammina fra la gente, raggiunge un cancello,lo trova aperto. Inizia a salire una rampa di scale. Poi si ferma dinnanzi ad una porta. Suona il campanello senza alcun indugio.

    Scena 2
    Danilo è il protagonista di questa storia. E’ seduto dietro ad una scrivania. Sta esaminando degli appunti. Viene interrotto dalla suonata del campanello di casa. Si alza e si dirige verso la porta. La apre. Gli compare la donna con grande sua sorpresa. In silenzio la guarda. Si fissano entrambi negli occhi con uno sguardo avido come se stessero cercando se stessi.
    VFC: – Ti aspettavo domani ed invece sei venuta oggi. Strano a dirsi ma sei l’unica cosa che mi è rimasta, l’unica cosa che vale la pena di attendere e di ascoltare. Quando sei venuta la prima volta hai bussato alla porta delicatamente sapendo che stavi per farmi una sorpresa. Difatti è stata una sorpresa soprattutto per i nostri cuori che gareggiavano fra loro per aggiudicarsi il titolo di chi batteva più forte.
    Se c’era qualcuno che ci guardava avrebbe certamente pensato che per lunghissimi dieci minuti siamo stati occhi negli occhi a non dirci nulla, a non sentire neppure il nostro fiato, come se avessimo perso la voce. I nostri ricordi ci hanno trascinato lontano senza alcun preavviso. Ma stranamente non ci hanno fatto del male, anzi, si sono presi gioco di noi.
    Lorena:≪ Sono più di trent’anni che non ci vediamo≫
    VFC di Danilo : ≪Mi hai sussurrato ed io, commosso, emozionato, ho annuito. Era evidente che quelle nostre assurde e inutili barriere che ci avevano diviso, erano definitivamente cadute. Quando poi ti ho preso la mano per farti entrare in casa mia, ti ho guardata. Mi sono accorto che il tempo non ha scalfito la tua bellezza. Mi hai guardato con gli occhi fissi come se volessi possedermi, imprigionarmi, come mai mi hai guardato, come se volessi continuare a portarmi con te. Lo avresti potuto fare, io ti avrei amata doppiamente di come ti amavo, più di trent’anni fa. Ti ho sempre sognata e, forse, per questo anche tu mi hai sempre sognato; così come ho fatto l’amore con te con la compagna del momento; così come tu, forse, hai fatto con l’uomo che ti ha fatto godere, pensando, che fra le tue braccia potevo esserci io. Ti aspettavo domani ed invece sei venuta oggi.≫
    Pp di Lorena che lo bacia e gli dice :
    ≪ Ero impaziente di rivederti≫
    Vfc di Danilo ≪ Mi hai detto lasciando sulle mie labbra il tuo bacio.≫ continuando
    Vfc ≪Appena entrata ti sei tolta la mantellina nera che scendeva flessuosa sul tuo corpo. Ti sei guardata intorno con i tuoi occhi che brillavano di felicità. Eri ritornata fanciulla in quella donna che per colpa mia aveva perso la gaiezza.≫
    Lorena≪ Anche se queste mie ore sembrano minuti, anche se questo cercarti è come trovarti in un racconto, in un verso, in una canzone, mi da la possibilità di trovarmi in armonia con me stessa. Non credevo più di poter ritrovare quella serenità, quella dolcezza. Mi fa bene raccontarmi, è tanto che nessuno mi ascolta..≫.
    Danilo:≪ Ti ho guardata senza dirti nulla mentre dicevo a me stesso che per colpa mia tu avevi perduto la gaiezza. Non dovevo mollare, non dovevo andarmene. Ero un perdente, non c’era nulla da fare, era impossibile per me poter credere che tu potessi amarmi.≫
    Lorena si guarda intorno. Figura intera.
    Lorena :≪ Qui c’è tutta la tua vita, sento tutta la sua voce, avverto la sua stanchezza. Qui c’è tutta la tua vita, mi sembra la tua casa come una grande scatola, dove tu hai seppellito i tuoi desideri, perchè lo hai fatto? I tuoi desideri dovevano essere inseguiti, perché li hai trattenuti …..inconsciamente essi facevano parte di me, erano una parte di me che viveva in te≫.

    Scena 3
    Danilo e Lorena camminano guardandosi sempre negli occhi con uno sguardo intensissimo. Il loro sguardo a tratti si ferma sulla spiaggia, sugli scogli, sull’acqua del mare.
    Lorena nel guardare sorridendo Danilo gli dice:
    ≪ Ho fatto un sogno. Camminavamo io e te sulla riva del mare,e come adesso, ci guardavamo e ci parlavamo con il pensiero. Erano le nostre anime che parlavano con noi. Il mare era calmo, ed io avevo ritrovato la mia serenità. Nessuno più mi obbligava a tenerti lontano da me. Poi d’improvviso ci siamo tuffati in mare tutti e due ridendo. I nostri occhi hanno inseguito i gabbiani≫
    Danilo guardando i gabbiani volare :
    ≪Vorrei volare come loro, planare come loro. Ho mendicato per un tuo sorriso, mi sono cibato dei tuoi avanzi, mi sono ubriacato del tuo profumo.≫
    Lorena sorride ≪ Ma tu hai avuto altre donne che ti hanno fatto smarrire, che ti hanno fatto vivere.≫
    Danilo le risponde ≪Era l’amore come un gioco, una disperata scialuppa nel mare del tormento. Il mio non è stato il tuo sogno, il mio è stata la mia vita senza di te: smarrita.≫
    Lorena con voce indispettita.
    ≪ Perché non mi hai più cercata?≫
    Danilo:≪ E’ una domanda a cui non so rispondere o, forse, non ho mai più voluto rispondere.»
    Danilo la guarda e le dice :
    « Mai avrei creduto che tu mi potessi amare≫
    Camminano sostenendosi l’uno l’altro per non cadere.
    Lorena ≪ I nostri passi ora affondano insieme lungo la battigia ≫.
    Danilo le risponde :≪Lasciamo che i nostri passi si sorreggano a vicenda, il tratto è breve, la foce del fiume è vicina. Non ti ho mai sentita così vicina a me come ora.≫
    Lorena≪ (Il suo sguardo guarda l’orizzonte) L’amore, a volte, fa di questi scherzi. Anch’io amo i gabbiani, li ho sempre guardati a lungo, anche d’inverno dove sono stata li ho guardati volteggiare sul mare increspato e furioso in cerca di cibo.(lo fissa intensamente) Anch’io avevo bisogno di essere saziata. L’amore era il cibo che mi mancava.≫

    Scena 4°
    Lungomare di notte con un cielo stellato.
    Danilo:≪ Le tue mani sfiorano lentamente le mie, dubbiose, come se il gesto mi potesse dare fastidio. Invece no, è così bello, così romantico.≫
    Lorena triste: ≪ Per molto tempo sono stata rimproverata per queste mie manifestazioni. Chi mi era vicino mi ha risposto che erano manifestazioni di persona non seria, immatura. Io le vedevo come un semplice gesto di amore, di affetto. Le manifestazioni che approvava erano solo quelle nella camera da letto dove eravamo io e lui da soli≫. Lorena gli prende la mano.
    Danilo≪Come una bambina mi prendi la mano, mentre sento il calore della tua, il tuo sguardo profondo come il mare che ci sta guardando. Vorrei dirti tante cose, ma a che servirebbe. Ci sono delle regole che bisogna rispettare, regole silenziose.Tu non sei mai stata mia»
    Lorena con stizza:
    ≪ Le regole … chi le impone le regole? Cosa dovevo fare? Dovevo infrangerle per far naufragare la mia vita, per vedermela sfuggire di mano? Ho subito, ho sopportato…la mia vita è stata questa: sopportare…. ≫

    Danilo la guarda:Vfc:
    ≪mi dici guardando lontano forse oltre le stelle che stanno a guardarci e chissà cosa dicono di noi.»
    Lorena(la sua mano sfiora il viso di Danilo)
    ≪ Ti ho cercato subito, perché da subito avevo bisogno di te. Ti ho cercato, invocato, ma tu non c’eri e non avevi colpa, non era tua la colpa≫.
    Scena 5
    Paesaggio di montagna, sentiero, alberi.
    Danilo ≪Qui venivo a meditare, chiedendo a me stesso delle spiegazioni, cercando delle colpe che non avevo. Stavo seduto a riflettere, guardando tutto intorno, vedevo la città lontana ma la sentivo dentro di me. Tante volte mi sono chiesto cosa sarebbe stata la mia vita. Ancora non ti conoscevo, ancora non eri apparsa…..»
    Lorena ≪inconsapevolmente, io ero vicina a te e tu eri vicino a me .Non ci conoscevamo ancora ma già ci cercavamo. ≫
    Danilo≪Quando ti ho incontrata per la prima volta ho sentito dentro di me una scossa, qualcosa che non ho sentito mai più. Non sapevo cosa fosse, non riuscivo a parlare, non riuscivo a respirare.»
    Lorena:≪…dopo l’ho scoperto quando mi hai scritto. Per la prima volta mi hai fatto piangere ma di felicità. Non ti nascondo che sulle prime avevo espresso dei dubbi su quello che scrivevi. Poi come si sfoglia un libro, piano piano, ti ho compreso, ho sentito l’amore nelle tue parole. L’amore. Dunque quello era Amore?≫
    Danilo ≪Volevo che tu mi conoscessi com’ero dentro e non come mi vedevano i tuoi occhi attraverso quelli degli altri.≫
    Lorena :≪ Gli altri……..con i loro pregiudizi..che divennero poi i miei. Ma non ti ho visto più…non lo so se c’eri cosa avrei fatto…≫
    Danilo si muove le va incontro:
    ≪Una notte di inizio settembre, con un quarto di luna calante, presi un treno e partii per dimenticarti.≫
    Lorena:≪ Ci sei riuscito?≫
    Danilo:sussurra ≪ No≫
    Danilo Vfc:≪ti rispondo mentre tu mi sfiori il viso con la mano delicatamente.≫

    Scena 6°
    Tramonto. Luogo di campagna
    Lorena:≪Questo è il momento della giornata più bello, quello che amo di più. Guarda com’è straordinario il passaggio fra la luce ed il buio, ha in se qualcosa di tenero, di dolce. La luce del giorno che cede il regno alla luce della notte. Non guardarmi stupito, anche la notte ha la sua luce, come la sua voce, forse più delicata, più sommessa. Questo è il momento della giornata più bello perché noi ci vedevamo al passaggio del tramonto alla sera.≫
    Danilo:≪Ho cercato di camminare nella tua vita più di una volta.…non sono mai riuscito a percorrerla tutta perché dopo un po’ tu con la tua voce disarmante mi hai sempre detto:≪ Ancora con questa storia?≫. Vedo ora nei tuoi occhi una luce diversa, silenziosa…. ma la verità è un’altra, tu sei,invece, riuscita a percorrere la mia vita tante volte. »
    Lorena:≪ Solo adesso mi accorgo di averti fatto soffrire così tanto.… ma non è così come credi, ti ho cercato dentro di me, parlavo con te, litigavo con te, amavo solo te. Volevo fare l’amore con te, solo con te. Dimmi che sarebbe stato bello, non deludermi, dimmi che sarebbe stato bello≫.

    Scena 7°
    Lorena:≪Molte altre volte fantasticavo del come sarebbe stata la nostra vita. Avrei fatto la civetta con te una volta a casa nostra, dove tu mi avresti fatta sentire una regina. Ci saremmo perduti fra le nostre braccia,e le nostre labbra sarebbero impazzite dalla furia dei baci in cui respiro, pensieri e battiti del cuore passavano da me a te e da te a me, come il desiderio di averci, di possederci. Ci saremmo baciati anche fra la gente senza nessuna inibizione perché il nostro amore non doveva essere nascosto ma doveva vivere alla luce del sole. E nella nostra casa mentre ti baciavo ,avrei subito desiderato di essere accarezzata dalle tue mani su tutto il mio corpo, e quando lo avresti fatto, avrei desiderato sentire il tuo caldo respiro scivolarmi sulla pelle dandomi brividi di piacere. Dimmi che sarebbe stato bello, non deludermi, dimmi che sarebbe stato bello. Mi avresti amata così?≫.
    Danilo:≪Posso solo dirti che avrei cercato in ogni modo di farti felice, di non farti mai vergognare di avermi amato. Ti avrei amata due volte…tre volte in più di come ti amo adesso≫.

    Scena 8°
    Interno di una casa. Due giovani, l’uomo chiude la porta di ingresso, tenendo per una mano la ragazza che sembra volersi divincolare. Lei affretta il passo e lo costringe a seguirlo, non è irata, ride, sorride, è certamente tutto un gioco d’amore.
    Il giovane la bacia sul collo mentre lei senza opporre alcuna resistenza gli dice:
    Ragazza:≪ Sì, baciami come sai baciare tu ….baciami ancora..i tuoi baci mi fanno sognare come le tue parole….≫
    Il giovane continua a baciarla mentre lei continua a sussurrare:
    Ragazzo:≪ Ti ho fra le braccia, sento come tu sei calda, che vuoi fare l’amore….≫
    Ragazza:≪ E tu non lo vuoi fare l’amore?≫
    Ragazzo: ≪ Sono pazzo di te. ….≫
    Ragazza: ≪ Io non posso fare l’amore…≫
    Ragazzo:
    ≪ Non vuoi fare l’amore con me? O non puoi?≫
    Ragazza:
    ≪Sono pazza di te…ma non ti accorgi che mentre tu mi baci..io sto pregustando il piacere di fare l’amore con te …..mi sento come se stessi volando…come se stessi raggiungendo una meta…il desiderio non mi fa respirare… ≫
    Ragazzo:≪ … Io sono pazzo di te. Quando guardo i tuoi occhi mi smarrisco…….Ti amo così tanto che non so se so amarti…non so se questo è amore..≫
    Ragazza:≪ Non ingannarmi … sii sempre così dolce.… tenero…premuroso … l’amore non sa indossare l’abito della monotonia … L’amore viene alimentato dall’amore… ≫
    Ragazzo:≪ Il giorno in cui ti ingannerò significa che non ti ho mai amata… ≫
    Ragazza: ≪ Voglio fare l’amore con te … non ce la faccio più ≫
    La ragazza si libera dall’abbraccio fa qualche passo poi si gira verso il ragazzo e sorridendo gli dice con un tono sereno:
    ≪ Cos’è che mi dovevi dare?≫
    Il ragazzo prende da qualche parte rosa e delicatamente gliela porge. La ragazza la porta verso il viso per sentirne il profumo.
    Ragazzo:≪ Questo è il profumo del mio amore per te≫

    Scena 9°
    Interno di un appartamento.
    (Camera da letto .Notte. Un tenue raggio di luce, la mdp riprende Lorena che dorme ,fino a fermarsi sul suo viso in un pp)

    Scena 10°
    Stessa camera da letto della scena 9°.Controcampo.Soggettiva.Ora non è Lorena che dorme, bensì la ragazza comparsa nella scena 8° che si alza e cammina. La mdp la segue in un viale appena appena illuminato: a terra vi sono corpi di donne che non hanno più vita. Ognuna presenta diverse violenze subite. Lo sguardo della ragazza è inorridito e smarrito. Ad un certo punto incomincia a sussurrare:« Amore, dove sei?», lo fa più volte e sempre in crescendo fino ad urlare :
    « Amore, dove sei?»
    Scena 11°
    Esterno notte . Stazione ferroviaria. Un giovane guarda arrivare un treno. L’espressione del suo viso è sconvolta. Il treno riparte. Il giovane non c’è più.
    Si sente una voce femminile fuori campo gridare:
    « Amore, dove sei?»

    Scena 12°
    Panoramica di un giardino pubblico con i suoi viali. Lo stesso giovane della scena 8° li attraversa lentamente. Nel suo silenzio rivede il volto della ragazza che in un primo piano ride e sorride con un fare civettuolo.
    Vfc. Ragazzo “Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole, no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo,com’è bizzarro rivivere un addio…)

    Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.
    Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine. Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.
    Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire… Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza, per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona. Tutto quello che valichi e rimuovi tutto quello che lambisci e poi nascondi, tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera o sugli spenti prati autunnali – tutto resterà sempre con me. Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo, un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi sull’amicizia che hai voluto concedermi e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.
    Arrivederci, o magari addio. Lìbrati ,impossessati del cielo con le ali del silenzio oppure conquista, con il vascello dell’oblio, il vasto mare della dimenticanza”.
    Scena 13°
    Interno di un appartamento. Medesimo ambiente della scena 2°. Danilo è di spalle alla mdp che lo inquadra nella figura intera apre un armadietto e prende una scatola. Inquadratura del particolare. Si volta sorridendo, poi in un pp parlando nella mdp dice.
    Danilo:« Sono sempre stato in tua compagnia » poggia la scatola sulla scrivania e l’ apre. Ben ordinate compaiono delle lettere scritte e mai spedite. Inquadratura del particolare.

    Scena 14°
    Medesimo ambiente .Lorena è ferma dinnanzi alla porta della stanza. Ha indossato di nuovo la mantellina nera. Inquadratura di tutta la persona. Si avvicina alla scrivania lentamente, guarda la scatola (inquadratura del particolare) con le lettere ben ordinate e, guardando in mdp dice:
    « Ho letto anche le pause, i silenzi,non solo le tue parole nel momento in cui le scrivevi. Ho sentito la tua voce che me le sussurrava. Eri il mio porto sicuro, il mio angolo di luce in una stanza buia. »
    Danilo inquadrato in un pp le risponde con voce rammaricata:
    « Non ho scritto ancora la lettera di oggi, non mi è mai capitato, sono sempre stato puntuale a questo appuntamento.»
    Pp di Lorena « Questa volta me la dirai a voce…” gli risponde, poi lo guarda e continua:« durante il viaggio…»
    Pp di Danilo.Sorpreso e con voce concitata le chiede:« Quale viaggio, è la prima volta che viaggiamo insieme…Dove mi porti… »
    Pp di Lorena lo guarda intensamente e gli chiede:
    « Mi sai dire cos’è la felicità?»
    Danilo le prende la mano, la bacia sulle labbra :
    «Quando due occhi si guarderanno stupiti dall’incontro avuto, quando due mani nel toccarsi lievemente sentiranno brividi, quando quel momento che dura poco ma così intenso, indurrà le tue labbra a posarsi sulle mie e ti sentirai libera da tutto allora saprai che quella è la felicità .≫
    Subentra una VFC.:«Non essere così disponibile in questo sentimento, potresti farti del male, tu sei una bella ragazza, meriti altro, la gente ti guarderà e non capirà il senso di questa scelta.»

    Scena 15°
    Medesimo luogo. Medesimi personaggi. Pp sul viso di Lorena. Un sorriso accompagnato da uno sguardo dolce poi lei dice:
    « Andiamo?»
    Sorpreso Danilo la guarda, il suo viso si irradia di gioia,per qualche secondo poi le dice concitato:
    « Il tempo di fare la valigia .…. porto solo alcune cose… Farò presto..non tarderò…»
    Lorena lo guarda sorridendo. Lo avvicina. La sua mano gli accarezza il volto.
    « Non c’è bisogno di alcuna valigia dove andiamo..Vieni…non aver paura…»
    Danilo le risponde : « Con te vicino non ho alcuna paura..»

    Scena 16°
    Esterno giorno. Panoramica della spiaggia,in una carrellata la mdp si muoverà fino a inquadrare il mare. Poi inquadra due mani che si stringono. Ed ancora in un pm sia Lorena che Danilo.
    Danilo: « Ti rivedrò?»
    Lorena:sorridendogli « Non ti lascerò più…»
    Danilo le chiederà: « Nessuna parola più ci dividerà … nessun pregiudizio?»
    Lorena accarezzandogli il viso:« Nulla … »
    Dino:« Aspetta un secondo..» si guarda intorno,chiude gli occhi, li riapre, le sorride e le dice:« Possiamo andare … Ti aspettavo domani invece sei venuta oggi…»
    Attraverso il bilanciamento del bianco l’acqua del mare sarà trasformata. Suoni di musica elettronica accompagneranno la mutazione scenica, sarà la distorsione della voce di un bimbo mentre sul video scorrono i versi della poesia di Cesare Pavese: Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi.
    Fine.
    Personaggi:
    Lorena – Danilo – Ragazza – Ragazzo

    Febbraio 2015.

  6. Alfredo dice:

    Continua a volare, anima gentile, verso le più alte vette; continua a far vibrare le corde della tua emozione, ad amare e ad amarci, in questa Santa Pasqua in cui tormento,dolore e gioia rappresentano quel sentiero da percorrere, quel segmento che ognuno di noi cerca di riempire come traccia di se stesso….Anche questa e in questo modo diventa una rinascita, una resurrezione, un passaggio. Auguri a te e ai tuoi cari. Alfredo Vitaliano.

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