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E l’attore di teatro non fa più paura !

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Grazie Garrone! Grazie Sorrentino! Grazie Servillo!

Due film bellissimi.Pieni di anima e forza. Lo sguardo di questi autori sulle cose, sui racconti è meraviglioso.E’ sbalordito e pieno di anima.Lasciano respirare i personaggi, i fatti, i luoghi , ed è così che essi prendono corpo e odore. Carne e desolazione.Nessun giudizio.I due autori impressionano la pellicola con uno sguardo personale, destrutturando forme ( vedi il libro di Saviano o la vicenda del Divo) ma per restituire un senso originario e farlo arrivare a noi. , con grande potenza a tutto il pubblico.Nel rispetto del pubblico. Che grande coraggio, loro e dei produttori che hanno dato loro la libertà di entrare nel cuore di questi drammatici avvenimenti, fatti ,senza paura. In controtendenza con il cinema corrente. Fatto di fotografie della realtà senza spessore o pietas.

Ma soprattutto “ grazie” per avere avuto il coraggio, già da tempo, ma oggi il risultato clamoroso lo fa diventare “fatto” di affidare a un grande interprete di teatro ruoli così importanti. L’interpretazione completa l’opera del regista.

Potrebbe e dovrà essere la svolta del cinema italiano.

Non più steccati tra teatro e cinema.

Ora ne avete la prova!

Non più paura da parte degli autori di prevaricazioni o gesti eccessivi con la conseguente scelta di attori malleabili, privi molto spesso del talento, della vocazione, del mestiere di “interpretare”.

Facce: intense, belle, giuste, cattive, seducenti, giovani.Facce. E poi? Colpevole il punto forse più alto del nostro cinema “il neo-realismo” che ha permesso, poi, nel tempo, di scorrazzare alla ricerca di queste facce,, giuste?gradevoli?Doppiate?

In teatro i personaggi che recitiamo allargano il cuore, affinano le intuizioni e la comprensione dal di dentro dei personaggi.E un lavoro interiore e fisico grande, giorno dopo giorno,in giro per tutta Italia Sono anni che gli attori di teatro sono stati emarginati, sfuggiti come se fossero peste.

Quanti talenti tra noi.E, credeteci, possiamo essere seducenti, leggeri, belli,intensi, affascinanti.

Servillo ne è l’esempio, insieme alla Bonaiuto, a Popolizio.. e tanti altri..

Grazie Toni.Grazie a te si apre , spero la riserva indiana, piena di talenti che ora riacquistano speranza..E grazie a Garrone e a Sorrentino per essere stati i primi a crederci..

E’ questo il nuovo cinema. Denso, spesso, interpretato.Ora possiamo ricominciare…

10 commenti per “E l’attore di teatro non fa più paura !”

  1. filomena dice:

    Ciao Monica ,è sempre un grande piacere parlare con te e,leggere ciò che scrivi. E’ vero negli ultimi anni il cinema italiano ha fatto passi da gigante ,regalandoci films belli. Voi bravi attori rimanete nelle riserve,non mischiatevi ,abbiamo bisogno di talenti . Grazie ,perchè ci permetti di esprimere ciò che pensiamo liberamente e,soprattutto perchè possiamo farlo con una grande professionista. A presto FILO

  2. Marco dice:

    In passato tanti grandi attori di cinema erano anche grandi attori di teatro(Gassman,Mastroianni,Gino Cervi…solo per citarne alcuni).Qual’è la ragione per cui gli attori di teatro sono stati ghettizzati?Forse perchè(come si è parlato nell’altro post)viviamo in un’epoca dove conta solo l’esteriore e non ciò che si ha dentro;basta che un attore risponda a certi canoni estetici e diventa subito un grande artista,il fatto che non sappia recitare passa in secondo piano.
    Speriamo che questa visione cosi’nichilista cessi di esistere e che i talenti veri trovino finalmente il posto che gli compete.

  3. monica dice:

    Ciao Marco,
    io penso che il vero motivo sia nel grande successo del neo-realismo.Paradossalmente è stato il nostro punto più alto e insieme la nostra rovina.Non si è analizzato esattamente quello che i grandi autori ( Rossellini, Visconti, Pasolini anche )hanno creato. Si è pensato che l’uso di attori “presi dalla strada”,facce, occhi, corpi che portavano la loro autenticità fossero il nucleo di quei capolavori. La loro forza. Da lì, l’uso e l’abuso di facce, occhi, corpi…Ma , (secondo me..certo..)la forza era nel racconto che questi grandi artisti facevano, nella scenografia interiore ed esteriore della loro poetica che esigeva queste espressività.Ricordandosi sempre che nei loro film, la forza espressiva vera era poi sempre affidata a dei grandi interpreti ( Magnani, Buazzelli, Callas etc..).
    L’interpretazione è un arte vera. Che ha bisogno di talenti veri.Il teatro forma e dà spessore a questa pratica dei sentimenti. In tutti paesi del mondo l’attore di teatro è ambito dalle produzioni cinematografiche, dai registi. Che sanno che lui solo riuscirà a interpretare ( quindi a trasformare per renderlo al pubblico) un idea, un sentimento, un istanza,una forza, un pensiero.. Ecco, infatti, Servillo, il magnifico Bosetti che nel Divo interpreta (da Oscar) Scalfari, la Bonaiuto, la Degli Esposti…Che occhi! che spessore, che facce!Che voce..Sono felice.. davvero. Ora vorrei che i registi , i produttori imparassero da questi due film. Imparassero a non avere paura.. paura dei gesti teatrali (non siamo più nell’ottocento..non ci sono più le tende su nessun palcoscenico di Italia da anni.. e quindi noi attori non ci attacchiamo più a loro strabuzzando gli occhi..) e soprattutto paura di avere di fronte un attore un essere camaleontico che improvvisamente gli restituirà, certo in modo personale, una sua intuizione.E’ questa secondo me la paura più grande degli autori. gestire un artista è diverso dal manovrare una marionetta. Ma è di gran lunga più creativo..
    Monica

  4. Marco dice:

    Ciao Monica,
    sicuramente quando una persona viene presa dalla strada e messa di fronte ad una telecamera perchè porti sullo schermo la sua autenticità genuina,richiede(..secondo me,un perfetto ignorante in fatto di recitazione e di regia,ci tengo a sottolinearlo..) una grande capacità da parte del regista di saper manovrare i personaggi e far si’ che la storia si snodi in modo fluido…deve essere una prova molto dura,perchè un conto è dare una parte ad un attore professionista,che o bene o male sa come muoversi,come comunicare con il pubblico,come dici tu,intuisce;un conto è invece far recitare una persona che riesce ad interpretare sè stesso e null’altro,come una tessera di un puzzle che ha un solo alloggiamento.Questo è forse il particolare tralasciato?
    Ma cosi’ facendo si è anche sminuita un’arte antica ed affascinate come la recitazione.Speriamo che questo sia l’inizio di una nuova era;e che quest’arte a lungo vista quasi con timore,ora venga rivalutata…e magari anch’io un giorno seguirò un corso di recitazione,una cosa che da tempo sogno di fare…
    Marco

  5. Gianni dice:

    Ciao Monica. Apprezzo moltissimo quello che viene scritto in queste pagine ma, anche a prescindere dai contenuti specifici, è encomiabile che una persona come te usi direttamente ( o presti a chi manvra questo sito) la sua visibilità per aiutare le persone a riflettere. Non tutti gli artisti sentono questa responsabilità, forse perchè schierarsi apertamente comporta sempre il rischio di perdere una parte di pubblico.
    Sento sincermente il dovere di ringraziarti, con tutto il cuore.
    Gianni

  6. monica dice:

    Grazie a te Gianni.Uso direttamente (anche grazie alla meraviglia della tecnologia) queste pagine…Riflesssioni a mezza-voce, mie e di chi vorrà. In questo ,spazio un pò isolato, c’è calma..
    Monica

  7. antonio dice:

    ciao monica sei unica,mitica bellissima,ciao da antonio sei una donna straordinaria ciao.

  8. luigi dice:

    ciao monica,
    in fondo la vita è come una granda vasca e noi siamo dei pesci che giriamo, giriamo per poi “ritrovarci”. o almeno con alcuni di questi ospiti della vasca prima o poi ci si rimbatte, ci si ritrova nelle forme più strane. Questo solo per dirti che ti vidi la prima volta tanti anni fa in teatro, catapultato inconsapevolmente in quel posto magico dalla tenace volontà di una professoressa del liceo. Ti dovessi dire la verità non ricordo nulla di quella giornata (titolo dell’opera, intervallo, trama) mi rimasero impressi, oramai devo dire per sempre, il tuo viso di giovanissima attrice e la tua straordinaria voce. Non so per quale magia ma da quel giorno sei lì a rappresentare quel luogo splendido che è il palcoscenico e quella straordinaria e affascinante “cosa” che alcuni riduttivamente chiamano teatro. ed oggi, a distanza credo di 30 anni nel mio girare nella vasca della vita ti ritrovo e riscopro che ancora scrivi, dici pensi e ti comporti da quella grande che sei.
    grazie per questo percorso inconsapevolmente fatto insieme.
    luigi

  9. Mick dice:

    A mio parere, comunque, non deve essere sottovalutata l’enorme influenza esercitata dal ciarpame televisivo di genere diverso che ormai ha invaso gli schermi : talk-shows, isole dei (più o meno) famosi, grandi fratelli, tele-novelas, e via dicendo !

    L’idea di fondo che sta dietro a tutte queste manifestazioni è che ciascuno è interessante così com’è e per quello che é; la vita diventa nient’altro che una grande tele-novela che si ripete quotidianamente con qualche variazione sul tema anche al di fuori dei teleschermi; la macchina da presa viene utilizzata sempre di più per fissare e diffondere stereotipi di comportamento quotidiano massificanti in cui numeri sempre crescenti di persone si possano riconoscere in modo meccanico.
    Ormai anche i telegiornali rispondono alla logica del “tutto è spettacolo”.

    E’ normale che -come conseguenza di questo trend dominante- gli spazi a disposizione per l’approfondimento, la ricerca, l’interpretazione, l’arte, si vadano assottigliando sempre di più per lasciare spazio invece alla superficialità, al conformismo, all’apparenza vuota, al prodotto di facile consumo.

    Diversi anni fa, avevo visto un bel film con Nicole Kidman : “Da morire” (in Inglese “To die for”). Lei faceva la parte di una ragazzotta americana di provincia che arriva ad uccidere pur di poter apparire in televisione.
    La sua filosofia, espressa in una sola battuta, era : “Essere è essere visti”.
    Secondo me è un esempio (un po’ estremizzato) di quanto sta accadendo attualmente : e,da quel punto di vista, si spiega molto bene anche la grande importanza oggi attribuita all’immagine, al corpo, all’estetica (ma forse sarebbe più esatto parlare di “cosmetica”).
    Tutte cose che riguardano soprattutto l’esteriorità.
    Smile,
    Mick :-)

  10. Salvo dice:

    Nella tua intelligenza è la tua forza,Monica.
    Grazie di esserci

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